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La Valle Morobbia, scavata dal torrente Morobbia nel distretto di Bellinzona, si estende dal passo San Jorio fino al piano di Giubiasco. Una grande estensione, ma che non s'incontra per caso. Occorre cercarla!

Nella conca bellinzonese il visitatore che guarda ad est ha infatti l'occhio attratto dalla collina sopra Giubiasco ed immagina che tutto finisca lì: al di là del promontorio, dove numerose villette sono disseminate fra vigneti e castagneti, il paesaggio sembra chiudersi. E invece la Valle Morobbia si apre proprio qui, con i suoi piccoli villaggi ridenti che sbirciano da lontano il Piano di Magadino e più oltre, il lago. 

La strada cantonale, per complessivi 12 chilometri, sale da Giubiasco, sinuosa ma agevole, incontrando le località di "Sasso Piatto", dei "Motti", di "Lôro", frazioni collinari del borgo,  e transita nel il comune di Pianezzo, il più popoloso della valle ed ancor affacciato sul terrazzo, con la sua frazione di Paudo posta su un bellissimo balcone montano.

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Il Territorio

La strada prosegue sul versante destro toccando successivamente gli abitati di Vellano, Riscera, Carmena, Melera, Melirolo e Carena, che insieme formano l'alto comune della Valle, Sant’Antonio.

A Carena, 961 metri sul livello del mare, la strada cantonale termina lasciando libero il visitatore di proseguire a piedi verso l’alta valle ed il passo dello Jorio.

 

Sul versante opposto, vi è la zona dei "monti". Le antiche cascine del bestiame, sottratte al loro uso rurale in quanto agricoltura e allevamento sono praticamente scomparsi, sono state trasformate e destinate a soggiorno di vacanza e di svago. Sono raggiungibili solo a piedi, tramite sentieri che dai vari nuclei scendono al fondovalle per poi risalire sul ripido versante opposto. Il fiume Morobbia scorre incassato e nascosto. Alimenta a metà valle il bacino di accumulazione di Carmena che fornisce elettricità ai comuni del Bellinzonese. 

La Valle Morobbia, con il pregio di non essere particolarmente nota turisticamente, arricchisce l'offerta cantonale offrendo un territorio in gran parte incontaminato. I suoi boschi coprono una superficie di 3'500 ettari. Ci vive una fauna eterogenea, con colonie anche spettacolari di camosci, cervi, caprioli. Una fitta rete di sentieri, di oltre 90 chilometri, percorre il territorio offrendo molte possibilità di escursioni. Alcuni si dipartono verso l’Italia ed il lago di Como attraverso il passo del San Jorio (che fu importante via di comunicazione), verso il Camoghè a sud, verso gli alpeggi del Gesero a nord. Da Carena, l'ultima frazione, si può raggiungere la zona degli alpeggi. Tra questi Giumello, l'alpe modello dello Stato, dove si produce un formaggio di gran pregio. Si può proseguire verso il Passo del San Jorio (2'012 m/sm) e passare nella vicina Italia per arrivare a Garzeno e a Dongo, sul lago di Como. Un'ulteriore possibilità è di scendere ad Arbedo e a Roveredo, nel vicino Cantone dei Grigioni, attraverso l'Alpe del Gesero. Le montagne principali che contornano la valle sono:

Il Camoghè - 2.229 m

Il Pizzo di Gino - 2.245 m

Il Corno di Gesero - 2.227 m

Il Motto d’Arbino - 1.629 m

La Cima delle Cicogne - 2.201 m

La Cima di Cugn - 2.237 m

Il Monte Albano - 2.027 m

Il Motto della Tappa - 2.078 m

Il Gazzirola- 2.116 m


Adattamento di un testo di Silvano Codiroli, presidente della Fondazione Valle Morobbia, pubblicato sulla rivista “Vivere la montagna”